CFA: Dare senso al paesaggio – Le molte direzioni dell’esperienza paesistica // Giving sense to landscape – The many directions of experiencing landscape // Donner du sense au paysage – Les nombreuses directions de l’expérience paysagère

Submission deadline: July 1, 2013

Conference date(s):
October 21, 2013 - October 22, 2013

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Conference Venue:

Dipartimento di Storia, Beni culturali e Territorio – Dipartimento di Pedagogia, Psicologia, Filosofia, Università degli Studi di Cagliari
Cagliari, Italy

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Details

«Una porta aperta verso tuttala Terra, una finestra aperta su possibilità illimitate: un orizzonte». È così, in uno slancio lirico e delicato, che Éric Dardel, ne L’Homme etla Terre, definisce il paesaggio. È a questa finestra aperta sul mondo e alle molte direzioni in cui l’esperienza paesaggistica può articolarsi che il convegno intende richiamarsi, proponendo una riflessione a più voci sul “senso” e sui possibili “sensi” – da quello geografico a quello filosofico, da quello architettonico a quello letterario – del paesaggio.

“Senso” e la costellazione di termini legati – sentire, sensibile, sensoriale, sensitivo, sensazione, sentimento, sensatezza… – rivelano, già nei loro impieghi quotidiani, un carattere plurivoco, quando non ambiguo, che rende necessario, talvolta, precisarne il significato o, appunto, chiarirne il senso. Come già osservava Hegel, «“senso” è quella mirabile parola che si usa in due significati opposti»: essa indica infatti sia gli organi della nostra esperienza sensibile (il senso della vista, dell’udito, del tatto, ecc.), sia «il significato, il pensiero, l’universale della cosa»: è secondo quest’accezione che noi parliamo di “dotare di senso” qualcosa o di “dare senso” a qualcosa (alle parole, alle cose, alla propria vita). Anche Kant, prima di Hegel, distingueva due accezioni, all’interno di un’indagine incentrata sul concetto di sensazione. Per lui, sensazione può indicare o «una determinazione del sentimento del piacere o del dispiacere» o la «rappresentazione di una cosa mediante i sensi»: nel primo caso, si ha una sensazione soggettiva, relativa al compiacimento, che, per evitare fraintendimenti, Kant stesso decide di chiamare «con il nome, del resto usuale, di sentimento»; nel secondo caso, si ha una sensazione oggettiva, relativa alla conoscenza, alla «percezione di un oggetto del senso».

Mettendo insieme, a partire da questi riferimenti, gli apporti provenienti da differenti tradizioni di pensiero e lasciando dietro le quinte altre possibili accezioni, anche quando non sono estranee a quelle fin qui rintracciate (senso come ribrezzo – “fare senso” – sensazionale…), si possono quindi individuare tre direttrici – tre sensi – principali della questione: 1) senso sul piano estesico-percettivo, in quanto implicante l’esperienza sensibile attraverso i cinque sensi; 2) senso sul piano affettivo-patemico, in quanto coinvolgente la sfera delle passioni, dei sentimenti e delle emozioni; 3) senso sul piano cognitivo-concettuale, in quanto riguardante l’ambito del significato e della significatività, del “dare senso”.

È significativo che le osservazioni hegeliane sul senso siano condotte in relazione al bello naturale. Dopotutto, in particolare la riflessione sul paesaggio ha dovuto fare i conti con la ricchezza semantica insita nel concetto stesso di paesaggio, fin dal momento in cui Alexander von Humboldt aveva evidenziato l’esigenza di una compenetrazione fra punto di vista estetico e scientifico, nell’idea che sensibilità e significatività costituiscano modalità di conoscenza e di rappresentazione del mondo preziose e comunicanti. Tale ricchezza semantica, spesso declinata secondo le formule fortunate e icastiche dell’«arguzia» (Farinelli) o della «polisemia» (fra gli altri, Duncan, Socco, Besse e, indirettamente, Olwig e Zagari), è di fatto inevitabile, quali che siano gli approcci seguiti, da quelli più interni ai saperi specialistici, a quelli maggiormente rivolti alla dimensione esperienziale, nei suoi aspetti antepredicativi, affettivi e sentimentali: essa costituisce, pertanto, il presupposto di qualsiasi discorso teorico e pratico sul tema. Tuttavia, se da un lato la molteplicità di significati costituisce un valore da preservare, per la ricchezza di conseguenze che porta con sé, dall’altro lato occorre chiarire e, nel caso, tenere separati i diversi significati e le diverse accezioni.

«Dare senso al paesaggio» significa allora promuovere un’interrogazione basata sulle direttrici sopra individuate, per fornire un contributo alle diverse discipline, ai diversi saperi e ai diversi discorsi interessati a vario titolo a questo tema complesso e plurisfaccettato.

Gli autori sono invitati a presentare il loro abstract in una delle seguenti lingue: italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo. Gli abstracts dovranno essere scritti in una pagina, con interlinea singola e corpo 12, e non dovranno superare i 1000 caratteri (spazi inclusi). La pagina dovrà includere il nome dell’autore/autrice, la sua affiliazione accademica, scientifica o equivalente e il titolo del contributo.

Gli abstracts dovranno essere inviati come allegati all’indirizzo di posta elettronica [email protected] entro il 30 giugno 2013. Gli autori/autrici riceveranno comunicazione delle decisioni del Comitato organizzatore entro il 15 luglio 2013.

Tematiche e argomenti possono comprendere (ma non limitarsi) a questioni quali:

- Concezioni “panoramicistiche”: il paesaggio come “bel quadro naturale” da godersi da un belvedere

- Paesaggio e arte contemporanea: critiche al “panoramicismo”, land art, site specific art

- Paesaggio esclusivamente visibile e paesaggio “altro”

- Paesaggio vissuto e paesaggio rappresentato

- Paesaggio, visual studies e ricerche visuali

- Correlazioni tra vedere, istituzioni, discorsi e potere: spazi, paesaggi, territori, cartografia

- Paesaggio, critica dell’immagine e critica dell’ideologia

- Paesaggio e sinestesia

- Paesaggi sonori, olfattivi…: sinestesia o metafora?

- Paesaggio, engagement e “essere nel mondo”

- Paesaggio e sentimento: ogni paesaggio è uno stato d’animo?

- Paesaggio, empatia, neuroscienze

- Sentimento, Stimmung, genius loci

- Paesaggio e aura

- Paesaggio e atmosfera (Böhme, Griffero, Zumthor)

- Aspetti cognitivo-concettuali dell’esperienza del paesaggio

- Paesaggio, storia, memoria

- Interazioni tra i diversi aspetti dell’esperienza del paesaggio (estesico-patemici, cognitivo-concettuali, individuali, sociali, storici, ambientali…)

 Ogni richiesta di chiarimenti dovrà essere inoltrata all’indirizzo di posta elettronica sopra citato.

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 «An open door to the whole Earth, an open window to unlimited possibilities: a horizon». With these words, in a lyrical and delicate élan, Éric Dardel gives us a definition of landscape in L’Homme etla Terre. Thisopen window to the world, and the many articulations of the experience of landscape are at the core of the meeting, aiming to propose a multivocal reflection on “sense”, and on the possible “senses” of landscape—from a geographical, philosophical, architectural, literary point of view.

“Sense”, and the constellation of related terms—sensitive, sensory, sensible, sensuous, sensation, sentiment…—reveal a plurivocal, sometimes ambiguous, character, even in the everyday language. Therefore, we need, at times, to specify their meaning, or, in other words, to clarify their sense. As Hegel already pointed out, «“sense” is this wonderful word which is used in two opposite meanings», for it means both the organs of our sensory experience (the senses of sight, hearing, touch, etc.), and «the significance, the thought, the universal underlying the thing». According to the latter acceptation, we speak about “making sense” of something, or “giving sense” to something (to words, to things, to our own life). Before Hegel, Kant, too, distinguished between two acceptations, within an investigation focused on the concept of sensation. In his view, “sensation” can mean either «a determination of the feeling of pleasure or pain», or «the representation of a thing by sense». In the former case, the sentiment is subjective, as it is related to pleasure: in order to avoid misinterpretation, Kant himself decides to call it «by the ordinary term “feeling”». In the latter case, the sensation is objective, as it is related to knowledge, to the «perception of an object of sense».

Gathering the contributions of several traditions of thought, beginning with these references—and keeping other meanings behind the scenes, even when they are not unrelated to those mentioned above (e.g. “sensational”)—we can pinpoint three main directions, or three senses, of the question: 1) sense from an aesthesiologic-perceptual point of view, related to the sensory experience by means of the five senses; 2) sense from an emotional-pathemic point of view, involving passions, emotions, feelings; 3) sense from a cognitive-conceptual point of view, concerning the field of meaning, of significance, of “giving sense”.

It is meaningful that Hegel’s remarks on sense are related to natural beauty. After all, landscape studies have had to deal with the semantic richness inherent in the concept of landscape itself, since when Alexander von Humboldt firmly highlighted the necessity of a compenetration between aesthetic and scientific viewpoints, following the idea that the two dimensions of sense and meaning may constitute precious and interconnected ways of knowledge and of representing the world. This semantic richness, which has given birth to successful, vivid formulas, such as «wit» (Farinelli) and «polysemy» (among others, Duncan, Socco, Besse, and, indirectly, Olwig, and Zagari), is de facto inevitable, whatever the approaches to be followed may be: from those internal to the specialist fields, to those more oriented to the experiential dimension, in its ante-predicative, emotional, and sentimental aspects. Therefore, it constitutes the premise of every theoretical and practical discourse on this subject. However, if on the one hand the multiplicity of meanings constitutes a value to preserve, for its being rich of consequences, on the other hand we need to clarify and, in case, to keep separate, the different meanings and the different acceptations.

Thus, «giving sense to landscape» means promoting an investigation based on the issues pinpointed above, in order to give a contribution to the several disciplines, areas of studies, and discourses that, in various ways, have to do with this complex, and multifaceted, subject.

Authors are invited to write their abstracts in one of the following languages: Italian, English, French, German, and Spanish. Abstracts should be printed on one page with single line-space, 12 points font size and must not exceed 1000 characters (including spaces). The abstract page should include the name of the author, her or his affiliation (academic, scientific, or equivalent), and the title of the paper.

The abstract should be sent electronically as an attachment to [email protected] by 30 June 2013.  Authors will be notified by 15 July 2013 about the Committee’s decision regarding their presentations.

Possible themes and topics might include, but are not limited to, questions such as:

- Panorama-related concepts: landscape as a “beautiful natural painting” to admire from a specific viewpoint

- Landscape and contemporary art: criticism to panorama-related concepts, land art, site specific art

- Landscape as referred to something exclusively visual and landscape “other”

- Lived landscape and represented landscape

- Landscape, visual studies, and visual research

- Connections among seeing, institutions, discourses, and power: spaces, landscapes, territories, cartography

- Landscape, image critique, ideology critique

- Landscape and synesthesia

- Soundscapes, smellscapes, etc.: synestesia or metaphor?

- Landscape, engagement, and “being-in-the-world”

- Landscape and feeling: is every landscape a state of mind?

- Landscape, empathy, neurosciences

- Feeling, Stimmung, genius loci

- Landscape and aura

- Landscape and “atmosphere” (Böhme, Griffero, Zumthor)

- Cognitive-conceptual aspects of experiencing landscape

- Landscape, history, memory

- Interactions among the several aspects of experiencing landscape (aesthesiologic-pathemic, cognitive-conceptual, individual, social, historical, environmental, etc.)

Inquiries about abstract submissions should be sent to the email address mentioned above.

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«Un raccourci ouvert sur toute la terre, une fenêtre ouverte sur des possibilités illimitées: un horizon». Ainsi, avec un élan lyrique et délicat, Éric Dardel, dans L’Homme etla Terre, définit le paysage. C’est à cette fenêtre sur le monde et aux nombreuses directions dans lesquelles l’expérience du paysage peut être articulé que le congrès cherche à s’appuyer, en offrant une réflexion à plusieurs voix sur le «sens» et les possibles «sens» – géographique, philosophique, architectural et littéraire – du paysage.

Le “sens” et la constellation de termes relatifs – sentir, sensible, sensoriel, sensorielle, sentiment, sensation, bon sens ... – révèlent, dans l’usage quotidienne, un caractère polysémique, voire ambiguë, ce qui rend parfois nécessaire en définir son signifiant ou, en effet, en préciser le sens. Comme le remarquait Hegel «Ce merveilleux mot de “sens” exprime en effet une double signification», cela signifie en fait aussi bien les organes de notre expérience sensible (le sens de la vue, l’ouïe, le toucher, etc.), que «la signification, la pensée, l’universel de la chose» : c’est dans ce dernier cas que nous parlons de «attribuer» ou «donner du sens» à quelque chose (à des mots, à des choses, à notre vie). Même Kant, avant Hegel, dans une enquête sur la notion de sensation, il distingue entre deux acceptions. Pour lui, la sensation indique soit «une détermination du sentiment de plaisir ou de déplaisir» soit «la représentation d’une chose par les sens»: dans le premier cas, il y a un sentiment subjectif de la complaisance, que, pour éviter tout malentendu, Kant lui-même décide d’appeler «avec le nom habituel de sentiment»; dans le deuxième cas, nous avons une sensation objective relative à la connaissance, c’est-à-dire à «la perception d’un objet du sens».

En combinant, à partir de ces références, les contributions des différentes traditions de pensée et en laissant derrière les coulisses d'autres possibles acceptions, même quand elles sont liées à ceux jusqu’alors retrouvées, c’est possible identifier trois directions principales – trois sens – de la question: 1) sur le plan esthésique-perceptif, “sens” implique une expérience sensorielle à travers les cinq sens; 2) sur le plan émotif-pathemique, “sens” entraîne la sphère des passions, des sentiments et des émotions; 3) sur le plan cognitif-conceptuel, “sens” touche le domaine du signifié et de la signification, c’est-à-dire du «faire sens».

 Il est significatif que les observations de Hegel sur le sens soient menées par rapport à la beauté naturelle. Après tout, la réflexion sur le paysage a dû faire face à la richesse sémantique inhérente à la notion même de paysage, à partir du moment où Alexander von Humboldt avait souligné l’exigence d'une compénétration entre le point de vue esthétique et le point de vue scientifique, dans l’idée que la sensibilité et la significativité constituent des modes de connaissance et de représentation du monde communicantes et précieux. Une telle richesse sémantique, souvent décliné selon les formules bien ajustés et vigoureuses de l’«argutie» (Farinelli) ou de la «polysémie» (chez Duncan, Socco, Besse et, indirectement, Olwig et Zagari), est de fait inévitable, abstraction faite des approches suivies: des approches plus spécialisées à celles qui sont adressées à la dimension expérientielle, dans ses aspects antéprédicatifs, émotionnels et sentimentaux: elle est, donc, une condition préalable à tout discours théorique et pratique sur le thème. Toutefois, si d’un côté la multiplicité de signifiés est une valeur à préserver, compte tenu des conséquences qu’elle entraine, de l’autre côté est nécessaire clarifier et séparer les différentes significations et les différentes acceptions du concept.

«Donner du sens au paysage» signifie alors promouvoir, sur la base des orientations définies ci-dessus, une interrogation afin d’aider les diverses disciplines, les différents savoirs et les différents discours intéressés par ce sujet complexe et multidimensionnel.

Les auteurs sont invités à soumettre leurs résumés dans l'une des langues suivantes: italien, anglais, français, allemand, espagnol. Les résumés doivent être rédigés sur une page, interligne simple, en 12 points, et ils ne doivent pas dépasser 1000 caractères (espaces compris). Le résumé doit mentionner le nom de l’auteur, son affiliation académique, scientifique ou équivalente et le titre de la contribution.

Les résumés doivent être envoyés en pièce jointe à l’adresse email [email protected] au plus tard le 30 Juin 2013. La sélection des participants avant le 15 Juillet 2013.

Les thèmes et les sujets peuvent inclure (non exhaustifs) les questions suivantes:

- Conceptions ‘panoramistiques’: le paysage comme «beau cadre naturel», comme belvédère à goûter

- Paysage et art contemporain: critiques aux conceptions ‘panoramistiques’, land art, site specific art

- Le paysage visible et le paysage “autre”

- Paysage vécu et paysage représenté

- Paysage, visual studies et recherche visuelle

- Les corrélations entre le voir, les institutions, les discours et le pouvoir: l’espace, les paysages, les territoires, la cartographie

- Paysage, critique de l’image et critique de l’idéologie

- Paysage et synesthésie

- Soundscapes, paysages olfactifs ...: synesthésie ou métaphore?

- Paysage, engagement et «être au monde»

- Paysage et sentiment: chaque paysage est un état d’âme?

- Paysage, empathie, neuroscience

- Sentiment, Stimmung, genius loci

- Paysage et aura

- Paysage et atmosphère (Böhme, Griffero, Zumthor)

- Les aspects cognitif-conceptuels de l’expérience du paysage

- Paysage, histoire, mémoire

- Les interactions entre les différents aspects de l’expérience du paysage (esthésique-pathemique, cognitif-conceptuel, individuel, social, historique, environnemental, etc.)

Toute demande de clarification doit être envoyée à l’adresse email ci-dessus.

Supporting material

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